Poco tempo fa sono stata ad un concerto che attendevo con grande trepidazione. E’ stato persino meglio delle mie aspettative. Raccontandolo, alcuni giorni dopo, ad un amico, dissi: “Sai come faccio a riconoscere un vero artista da un “semplice cantante”? Quando esco da un concerto e, oltre alle canzoni che conoscevo già, ne adoro di nuove che mi erano completamente sconosciute!”

Ho le idee molto chiare anche su cosa mi fa apprezzare un libro: quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira (questa frase l’ha detta J.D.Salinger, per inciso).

E pensare che volevo leggerlo piano.

Un capitolo al giorno. per gustarmelo, per interiorizzarlo al meglio.

Ci sono riuscita per i primi quattro capitoli.

Poi  ha avuto la meglio  lui.

E quelli successivi li ho letteralmente divorati, tuffandomici dentro completamente con mente, spirito e cuore.

ALL IN.

Come spinta da una forza.

Che so benissimo cos’era: era la forza dell’Ispirazione.

Avevo aspettative alte, che come per il concerto di cui ti parlavo prima, sono state ampiamente superate. 

I libri che parlano di coaching partendo da storie vere sono indubbiamente i miei preferiti. Sono quelli che, se scritti con il cuore come in questo caso, mi fanno – e chi non lo sa, ormai? – piangere come una piccoletta.

Perché quando si parla di persone vere, io le loro emozioni le sento, le sento sul serio e le sento forte.

E Andrea Zavaglia, l’autore, arriva al cuore in modo talmente diretto da sembrare quasi “doloroso”.

Mentre leggo penso a quanto straordinarie sono queste persone di cui sto scoprendo le storie. Man mano realizzo che io queste persone, magari non tutte, ma almeno una parte, le conosco dal vero. E sono sì individui illuminati e straordinari, ma allo stesso tempo sono persone come me e te.

Persone normali che hanno avuto la forza di scegliere e di vivere un sogno.

Persone normali che hanno una (o più) passione.

Persone normali che non si sono accontentate della mediocrità.

Perché il proverbio dice che chi si accontenta gode, ma per me chi si accontenta resta infelice.

Mi piacerebbe che il prossimo libro parlasse anche di me.

E chissà… Forse non accadrà (perché magari lo scriverò io e vorrò raccontare di ALTRE persone) ma il punto è che ogni giorno ora lo vivo per guadagnarmi il mio capitolo!

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