“Io non sono la Apple, non posso dire di no, qualsiasi sia la richiesta che mi vien fatta”

Conosco una persona, un po’ più grande di me, un ottimo talento commerciale e strategico. Ha un’azienda di produzione di device informatici. Realizza prodotti personalizzati che pochissime altre aziende producono. In Italia saranno tre al massimo, in Europa una manciata.

La sua strategia è stata straordinaria negli anni: ha saputo analizzare il mercato, analizzare in modo oculato le proprie possibilità e capacità, individuare una nicchia (la sua parola parola preferita) in cui specializzarsi e ritengo che nel suo settore si possa realmente definire leader di mercato.

Nonostante tutte queste cose mantiene un atteggiamento di sudditanza nei confronti del mercato stesso e ritiene di doversi mettere spesso in condizione di inferiorità nei confronti dei clienti e dei competitor.

Lavoriamo quasi quotidianamente, passo dopo passo, su questo aspetto.

E quasi quotidianamente lo sento ripetersi e ripetermi: “Io non sono la Apple”.

“E meno male” – penso io di fronte a questa affermazione! La sua flessibilità, il suo dinamismo, la sua reattività, la sua abilità nel creare un rapporto di tipo personale con il cliente, Apple di certo non li annovera tra i propri pregi.

Soprattutto… tu riesci ad immaginare il pericolo, la situazione altamente depotenziante che si cela, nemmeno troppo bene, dietro questa convinzione? Una convinzione che va la a ledere in modo incisivo la sua identità aziendale e allo stesso tempo distoglie il focus da quello che dovrebbe essere il suo obiettivo: lavorare bene, offrire un prodotto ed un servizio d’alto standard qualitativo, creare engagement con il cliente.

Il mio obiettivo è fargli cogliere la sua unicità aziendale. E fargliela nutrire, invece che farla morire di fame.

La stessa cosa vale anche per le persone. Per definire la tua identità devi per prima cosa andare ad individuare la tua unicità. E nutrirla, quotidianamente, facendola diventare non certo una debolezza ma al contrario un grandissimo punto di forza.

“C’è qualcosa di sbagliato in me? Tutti noi ce lo domandiamo. Ci meravigliamo perché non siamo, non sentiamo, non agiamo come gli altri. I nostri cervelli sono composti dalle stesse parti…
…L’essere diverso, l’essere UNICO, è un’innegabile e fondamentale caratteristica dell’essere umano”.
(Perception)

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